enrico ii il salico

Function: _error_handler, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/page/index.php Ciò dipendeva dal fatto che suo padre Enrico era morto prima del nonno, Ottone di Carinzia, attorno agli anni '90 del X secolo: secondo il diritto franco Corrado non aveva diritto a succedere a Ottone. Tietmaro di Merseburgo riferisce di questa irregolarità[1], ma non accenna ad un eventuale rapimento. Ma non potete negare di aver distrutto il palazzo imperiale. Pavia, grazie anche alla sua posizione strategica situata sulle vie commerciali che dall'Italia andavano verso la Borgogna e la Francia, era divenuta un importante mercato. Function: _error_handler, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/page/index.php Dal dibattimento, intese che avevano ragione i primi e ordinò l'arresto di Ariberto. Ambasciatori della città lombarda si erano recati a Costanza, dove l'imperatore teneva una dieta, accompagnati da doni preziosi. File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/user/popup_modal.php Era la volontà dell'Imperatore ad essere determinante. Corrado proseguì con coerenza la politica del suo predecessore Enrico II, e rafforzò la potenza dell'Impero. Corrado argomentò inoltre che non era andata distrutta una proprietà del re, ma una proprietà dello stato, e che per questo il nuovo re aveva il diritto di punire questa azione. Corrado II di Franconia, detto il Salico (Spira, 990 circa – Utrecht, 4 giugno 1039), è stato re dei franchi dal 1024 al 1039, re d'Italia dal 1026, imperatore del Sacro Romano Impero dal 1027 fino al 1039 e re di Borgogna dal 1032. Appoggiò i valvassori contro i grandi feudatari e, quando i primi entrarono in lotta con Ariberto, prese le loro parti e discese in Italia, dove invano assediò l'arcivescovo a Milano. Nel 1036 i ceti medi della città di Milano richiedevano quelle riforme agrarie che andavano a detrimento dei grandi possedimenti dell'arcivesco Ariberto, uscirono dalla città e fondarono la Lega della Motta. 990-Utrecht 1039). Corrado indisse un sinodo a Pavia di dove ascoltò le ragioni degli insorti contro l'alto prelato. Il biografo di Corrado, Wipo, sottolinea la sua disponibilità a spendersi per amici e parenti, la qual cosa era considerata un'importante virtù per un cavaliere. Tra il 1027 ed il 1028 il figliastro di Corrado, Ernesto di Svevia si alleò con Guelfo II Welfen. 990-Utrecht 1039). imperatore, detto il Salico (? Tornato in Germania, ottenne il vassallaggio dal re di Polonia (1031-32) e impose la sua sovranità sul Regno di Borgogna (1032) e sulla Boemia (1035). Essi ebbero: Corrado proseguì la politica di Enrico II, con un'unica variazione: affidò l'arcicancelleria d'Italia (che Enrico II aveva affidato al vescovo di Bamberga), al vescovo di Magonza, Asino. Corrado rientrò velocemente in patria. Anche se l'imperatore è morto, l'Impero rimane, così come rimane una nave dopo che il timoniere è morto.». Lo stesso anno Corrado dovette intervenire contro il duca di Polonia, Miecislao II. Line: 192 Corrado cercò di mettere sotto assedio la città che però si rivelò inespugnabile. imperatore, detto il Salico (? Corrado emanò nuove costituzioni per la Lombardia, e confermò le antiche tradizioni legali della Sassonia. Mentre a nord delle Alpi l'elezione di Corrado non incontrò ostacoli significativi, in Italia, all'indomani della morte di Enrico, si verificarono diversi disordini, e il tentativo da parte di alcuni nobili italiani di separare il regno d'Italia dall'Impero. Ciononostante egli controllava solo una parte minore dei possedimenti familiari, e non era nemmeno duca. Anche nel campo della politica ecclesiastica la sua linea non si discostò da quella del predecessore, che considerava la Chiesa una parte integrante dell'Impero, e di conseguenza disponeva degli uffici e delle proprietà ecclesiastiche. Il vescovo di Worms, Burcardo, prese sotto la sua protezione il giovane Corrado, e provvide a dargli un'istruzione. Si formarono in Germania dove al... dinastia di Svevia. Ed infine il desiderio di molti principi di una continuità sul trono imperiale, favorita da una moglie ambiziosa, erede di un ducato e di un regno, e da un figlio di sette anni. Line: 208 Function: _error_handler, Message: Invalid argument supplied for foreach(), File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/views/user/popup_modal.php Fu il primo imperatore della dinastia salica. In origine il termine designò una “schiera arma... Partiti politici medievali. Questi, formalmente vassallo dell'imperatore, alla morte di Enrico II si era autoproclamato Re - denunciando implicitamente il rapporto di vassallaggio. Figlio di Enrico II di Baviera, alla sua morte, nel 995, divenne duca di Baviera con il … Probabilmente influirono motivazioni dinastiche: era opinione comune che la casata di Corrado fosse imparentata con i Carolingi. Diversamente da lui, Corrado era interprete della mentalità della nobiltà laica. Pochi giorni più tardi, l'8 settembre 1024 fu proprio Aribo ad incoronare Corrado re. Nonostante molte ribellioni, il suo potere non fu mai realmente in pericolo. Guelfo fu costretto a restituire gran parte del tesoro di Augusta, venne espropriato dei suoi beni e costretto all'esilio. Fu costretto a concessioni territoriali ai confini orientali e settentrionali, ma, con l'acquisizione del regno di Borgogna, portò nell'Impero un territorio immenso. Prende il nome dal castello costruito ne... De Agostini Editore S.p.A. sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara. Nel quadro degli accordi matrimoniali con quest'ultimo, Corrado cedette al regno del nord il territorio tra Eider e Schlei. Corrado II di Franconia, detto il Salico (Spira, 990 circa – Utrecht, 4 giugno 1039), è stato re dei franchi dal 1024 al 1039, re d'Italia dal 1026, imperatore del Sacro Romano Impero dal 1027 fino al 1039 e re di Borgogna dal 1032. Sposò, tra la fine del 1016 e gli inizi del 1017, Gisella di Svevia, della dinastia dei Corradinidi, al suo terzo matrimonio. Nato circa il 990 dal conte Enrico e da Adelaide di Egisheim, riuscì nel 1024, alla morte di Enrico II, a ottenere la corona di Germania, grazie specialmente all'appoggio dei vescovi tedeschi. Function: view, File: /home/ah0ejbmyowku/public_html/application/controllers/Main.php Agli inizi del 1026 Corrado si recò a Milano, dove l'arcivescovo Ariberto d'Intimiano lo incoronò re d'Italia. È per questo improbabile che, come si ritiene, Corrado fosse semianalfabeta, e che non comprendesse il latino in cui erano redatti i suoi diplomi. D'altro canto in quell'epoca era normale che i figli della nobiltà venissero educati presso le scuole del clero. Da Gravedona le famiglie e le popolazioni rimaste fedeli all’Impero accorsero per tributargli una calorosa accoglienza, e l’Imperatore volle ricompensarli per la loro fedeltà, dimostrandosi molto generoso: attribuì infatti a tutti i Gravedonesi l’indipendenza dal Regno d’Italia e dalla Signoria di Milano, il diritto di governarsi liberamente e di quello di battere moneta. Inoltre Corrado spinse la Chiesa a maggiori cessioni materiali. Ci sono rimaste ben poche testimonianze di ciò che avvenne durante la riunione dei principi, e non è possibile ricostruire come si giunse alla decisione. Fu il primo imperatore della dinastia salica. Sulla base di un trattato stipulato a suo tempo con Enrico II, Corrado avrebbe dovuto succedergli. Tra la fine del 1016 e gli inizi del 1017 Corrado sposò Gisella di Svevia, la figlia del duca Ermanno II di Svevia, già due volte vedova. Testa la tua conoscenza e quella dei tuoi amici. La corona borgognone aveva una notevole importanza perché assicurava le comunicazioni attraverso le Alpi occidentali, anche se il re non poteva ovviamente esercitare il suo potere con eguale intensità in tutto il regno: il controllo reale sulle città della Provenza era molto labile, diversamente dalla parte settentrionale del regno, che corrispondeva grosso modo dalla svizzera occidentale alla media valle del rodano. Dopo una prima serie di azioni militari, di scarso successo, Corrado si alleò con Enrico I di Francia, che non vedeva per nulla di buon occhio un'ulteriore espansione del potere di Odo. Line: 68 Le viscere vennero seppellite a Utrecht, mentre un solenne corteo funebre, che attraversò Colonia, Magonza e Worms, accompagnò il resto del corpo verso la sua sepoltura nel duomo di Spira. Capitale sociale euro 50.000.000 i.v. Questo fatto scatenò una faida tra la famiglia di Guelfo e Corrado II detta dei Guelfi (Welfen) e dei Ghibellini (Hohestaufen) che portarono gran parte dell'Europa meridionale in lotte civili per parecchi secoli.[2]. Anche il suo impegno per la causa dei parenti può aver influito. Fu così che nel 1034 Corradò poté ottenere il completo controllo del regno borgognone, e il 1º agosto dello stesso anno fu incoronato re. Anch'egli si appoggiò alla Chiesa, evitando di violare le prerogative del papa. Corrado rispose con una metafora divenuta famosa: «So che voi non avete distrutto la casa del vostro re, perché allora non ne avevate uno. Alcuni cronisti riportano una designazione da parte di Enrico II, ma in circostanze spaziali e temporali molto distanti, e comunque non confermata da fonti contemporanee. Nato circa il 990 dal conte Enrico e da Adelaide di Egisheim, riuscì nel 1024, alla morte di Enrico II, a ottenere la corona di Germania, grazie specialmente all'appoggio dei vescovi tedeschi. Fu il fondatore della dinastia di Franconia (apparteneva ai Franchi Sali), succedendo sul trono imperiale a Enrico II, ultimo rappresentante della casa di Sassonia. Ma pare che la decisione di eleggere Corrado fosse già presa prima di procedere alla votazione: Aribo, arcivescovo di Magonza, che presiedeva alla votazione, appoggiò Corrado, e fu il primo a votarlo. Line: 315 La distruzione del palazzo da parte dei cittadini di Pavia ebbe una grande eco. tedesco. Nel 1033 firmò il trattato di Merseburgo. Con l'esercito decimato da una pestilenza, dovette tornare in Germania. Era stato molto devoto, e compreso della sacralità del proprio ufficio. L'elezione avvenne all'unanimità. Nonostante le relazioni piuttosto tese tra il vescovo di Worms e il duca di Carinzia - che era anche signore della città - Burcardo considerava Corrado quasi un figlio adottivo. Tra il 1017 e il 1019 Corrado venne coinvolto nella disputa tra i suoi parenti e i seguaci dell'allora imperatore Enrico II. Nessuna fonte rivela se qualcuno tra coloro che ne avevano il diritto reclamasse per sé il trono. - Codice fiscale, Partita IVA ed iscrizione al Registro imprese di Novara n. 01689650032, REA di Novara 191951 28100 Novara - Società con Socio Unico, Società coordinata e diretta da De Agostini S.p.A., - Sede legale in via G. da Verrazano 15, 28100 Novara (Italia). Con il matrimonio Gisella intendeva probabilmente tutelare i propri diritti sul ducato e sul regno. Corrado morì il 4 giugno 1039, a Utrecht, per un attacco di gotta, che lo aveva colpito durante un banchetto in occasione della Pentecoste. Non è ben chiaro come Corrado sia riuscito ad imporsi, nonostante il suo potere limitato e la sua scarsa influenza. Tornò in Germania, nel 1038, dopo aver compiuto una spedizione al sud di Roma per eliminare la minaccia costituita da Pandolfo IV di Capua e per ricevere la fedeltà da altri principi meridionali. Come Enrico, anche Corrado era molto favorevole al movimento di riforma ecclesiale, volto tra l'altro a contrastare un eccessivo arricchimento dei monasteri. Nel 1028 il figlio Enrico sposò Gunilde di Danimarca, figlia di Canuto il Grande, re di Danimarca. Function: view, Fonti tradotte per la storia dell'Alto Medioevo, non è chiaro con quale titolo Odoacre regnò in Italia ma gli storici concordano sull'attribuirgli quello di, non da Imperatore, contese il trono ad Enrico II il Santo, palazzo imperiale che si trovava in città, Evoluzione del Regno d'Italia nella storia, https://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Corrado_II_il_Salico&oldid=115625850. Si dice che Corrado abbia rapito Gisella per poterla sposare. Si fece promotore di quella riforma agraria che scompaginò il sistema feudale italiano: la constitutio de feudis. L'alleanza con i valvassori, dopo la promulgazione della Constitutio de feudis del 1037 che sanciva l'ereditarietà dei feudi minori, non bastò. Aveva già tre figli maschi e, probabilmente, una femmina. Corrado era figlio di Enrico di Spira e della contessa Adelaide di Metz (Enrico di Spira era figlio, a sua volta, di Ottone di Worms, figlio di Corrado il Rosso e di Liutgarda, una delle sorelle dell'Imperatore Ottone II). Tentarono di giustificare il gesto dei loro concittadini, adducendo che Pavia era sempre stata fedele all'imperatore, finché era in vita, e che la rivolta era avvenuta quando l'autorità dell'imperatore era venuta meno. Ma poiché Aribo, per motivi non chiari, si rifiutò di incoronare Gisella, uno dei primi atti di Corrado fu di revocare all'arcivescovo di Magonza il privilegio di celebrare l'incoronazione. Fino alla sua elezione a re, Corrado non aveva una grande influenza, sebbene fosse il nipote del duca di Carinzia, Ottone I, morto nel 1004. Ernesto invase la Borgogna mentre Guelfo colpì Augusta saccheggiandola. ca. L'elezione del nuovo re ebbe luogo a Kamba, una località, ora scomparsa, nei pressi di Oppenheim, nella pianura renana tra Worms e Magonza. Corrado lo costrinse a cedere, a restituire i territori che Boleslao I di Polonia, padre di Miecislao II, aveva conquistato, a rinunciare al titolo di re e a giurare fedeltà all'imperatore. Line: 24 Se ciò avvenne, l'esilio fu di breve durata, perché già pochi mesi dopo, nell'aprile o maggio 1020 Corrado ricompare come testimone del patto tra Enrico II e la Chiesa di Roma. In ogni caso a profittarne fu il vescovo di Colonia Pellegrino, che sfruttò immediatamente il diritto di celebrare l'incoronazione, che il papa gli aveva già conferito, e il 21 settembre 1024, a Colonia, incoronò Gisella regina.

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